LA FIMMINA
Lu vecchiu s’allisciò la varva bianca.
Pensa e ripensa e si sfurnicìa:
“C’è dari a stu mischinu cumpagnia,
ca siddru è troppu sulu poi si stanca”
Na manciata pigghiò poi di TINIRIZZA
GRAZIA abbunnanti ci nni misi apposta
di VANITÀ nni misi quantu basta
e un gra juntu tutta di DUCIZZA.
Di sti misturi fici na mpastata,
ci misi ncapu carni appitittusa,
la linia fici duci e armuniusa
la peddri fici liscia e vellutata.
E dissi:
“Nca siddru un sbagghiu e l’occhiu un mi babbìa,
sta criatura è china d’armonia”
Poi cuntenti di ncapu ci sciusciò,
e tempu un nenti la fimmina stampò.
LA DONNA
Il vecchio si lisciò la barba bianca
Pensa e ripensa, e si lambicca il cervello:
“Devo dare una compagnia a ‘sto poveretto
perché se è troppo solo poi si stanca”
Prese poi una manciata di Tenerezza
Mise, appositamente abbondante, della Grazia
Mise, di Vanità, “quanto basta”
E aggiunse una grande quantità di Dolcezza.
Di questa mistura fece un impasto,
ci mise su della carne appetitosa,
la linea fece dolce e armoniosa
la pelle, la fece liscia e vellutata.
E disse:
“Beh, se non mi sbaglio e l’occhio non mi inganna
Questa creatura è piena d’armonia”
Poi, contento, ci soffiò su
E in un istante, la donna creò.
“A fimmina” (La donna), con parole delicate e intense narra la creazione della donna. Una narrazione senza tempo e senza espliciti riferimenti religiosi.
Il “vecchio” creatore è una figura mitologica, intesa nella sua accezione più ampia ed ecumenica. Questa libertà narrativa ha consentito all’autore di mettere la Donna, fin dalla sua creazione, su un piano di assoluta originaria parità. Anzi: la mistura di preziosi ingredienti, e il soffio vitale del “vecchio”, sono una specie di premio, una consolazione per l’Uomo che altrimenti, “mischinu” (poveretto), avrebbe molto sofferto la solitudine.
Se da una parte, per celebrare la donna, l’autore ricorre a qualità quali grazia, bellezza e così via, tipiche dell’epoca in cui scrive, dall’altra emerge tutta l’ammirazione ed il rispetto che egli aveva per le donne, e non certo per quelle qualità, più adatte ad una descrizione solo poetica.
♫ Musica di Maria Rita Ferrara – Durata: 3′ 00″
